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Terni/Un giorno con la Storia

Terni. Soddisfazione da parte degli organizzatori di Risorgimento e sovranità nazionale dall’apoteosi di una nazione ai campi di prigionia angloamericani. Il caso di Collescipoli, convegno promosso da Accademia Delia di Padova e presentato dal Centro Studi Nadir di Terni e da Pietro Cappellari, studioso della Fondazione RSI Istituto storico di Terranuova Bracciolini.

 

Buona presenza di pubblico per un sabato mattina di metà dicembre che, tra corse agli acquisti e vie addobbate a festa, ha assistito ad un’analisi approfondita di centocinquant’anni di storia italiana, dall’Unità ai giorni nostri.

Pietro Cappellari, ricercatore da anni impegnato nella ricostruzione e nello studio di eventi dimenticati del nostro passato, ha introdotto due argomenti ancora oggetto di divisioni storiografiche e politiche: la guerra al brigantaggio e il conflitto civile del 1943-45.

Una sovranità conquistata lentamente e duramente: dopo l’annessione e i problemi nati tra popolazioni di cultura ed identità diverse, sacrifici e guerre hanno condotto gli italiani sul cammino di una compattezza più sincera e profonda. Le campagne coloniali in Africa, la rivolta dei Boxer in Cina; ancora la Libia che nel 1911 diventa Italiana e la guerra sul Piave. Tentativi di una giovane nazione di trovare uno spazio tra stati molto più potenti e antichi come la Francia e l’Impero britannico.

Il Ventennio fascista, dopo un biennio di tensioni sociali e di scontro di classe, tenta una saldatura sociale che si manifesta con un decennio di consenso, interrotto bruscamente dal precipitare degli eventi, dalla guerra, i bombardamenti, la fame..

Poi, l’8 Settembre. Un re che fugge, un’intero esercito spaccato in due, tra i ‘vecchi’ alleati e i ‘vecchi’ nemici. Situazione apocalittica che rivedrà una Penisola tagliata in due, come novantì’anni prima: da una parte i Savoia con gli anglo americani, dall’altra Benito Mussolini e i tedeschi.

Guerra civile, confronto armato di un popolo frustrato  in cerca di una sua dignità, quest’ultima inseguita collaborando con gli americani, in nome di un futuro democratico, oppure restando alleati alla Germania per riscattare l’onore perduto.

Il 1943-’45 continua ad essere un periodo terribile per via di una spaccatura che non si è mai rimarginata. La nostra difficoltà oggi a trovare un’ unità d’intenti risente degli odi mai sopiti della guerra fra italiani, fratture nelle quali si sono inseriti i germi delle grandi potenze che, dalla Guerra Fredda alle manovre della finanza internazionale, influenzano la vita politica e culturale dell’Italia.

Gradito l’intervento di Fabrizio Nicolao, capo gruppo del MSFTal comune di Polino il quale, in merito al fanatismo ideologico che animò alcune fazioni della Resistenza, ha ricordato gli omicidi di Caterina Petrucci, del podestà di Polino Carlo Orsini e del suo attendente tutti soppressi da elementi slavi che fomentarono la già discussa formazione partigiana locale, la “Antonio Gramsci’. Atti veniali condotti sovente per un semplice sospetto, per una ripicca o per vecchi conti in sospeso.

Per il Centro Studi Nadir “è stato un evento importante per una città ancorata ad una storiografia di parte, che rifiuta il confronto con il suo passato e la sua identità. Meccanismi idologici vecchi di sessant’anni generano ancora un’influenza molto forte sulla cultura, sulla politica, sul sociale e sull’economia di Terni. Un monopolio, una cappa che, con l’arma della ricerca storica oggettiva auspichiamo possa essere scalfita”.

Nadir ha già in cantiere un nuovo appuntamento. Questa volta verrà trattato il tema delle foibe e dell’esilio giuliano-dalmata.

“Il prossimo evento è previsto per Febbraio. Nel frattempo ringraziamo quanti oggi hanno voluto partecipare, in particolare Pietro Cappellari per l’impegno e la disponibilità, Fabrizio Nicolao per la battaglia per la memoria dei morti di Polino e la dirigenza locale di Futuro e Libertà che, seppure non presentte fisicamente, palesa interesse e sensibilità per gli argomenti da noi trattati”.

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