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Stormfront, le liste nere e Don Black: ecco “il volto nuovo” del nazismo

 Che alle soglie del 2012 si debba ancora sentir parlare di “liste nere”, “nazismo”, “odio razziale”, “Ku klux klan”, suona un po’ strano. O quantomeno, dovrebbe suonare strano. Se qualcuno credeva davvero che mettendoci alle spalle il ‘900 avremo detto addio anche a questi concetti,

ha sbagliato alla grande. Il tempo va avanti, i millenni cambiano, la tecnologia avanza, la scienza procede. Tutto scorre e si evolve. Tutto meno ciò che di peggio esiste, a quanto pare.

I parti nefasti dell’umanità, quelli restano, e ci accompagnano sempre anche se i millenni cambiano, e chiaramente la tecnologia che avanza rende ancora più fruibile oltreché divulgabile ogni tipo di messaggio.

Di questa possibilità incredibile sta facendo tesoro l’americano Don Black, ex Grand Wizard del Ku Klux Klan, che nel 1995 ha fondato “Stormfront”, il sito internet più importante per i gruppi neonazisti americani nonché il punto di ritrovo per chiunque si identifichi in un’America bianca, libera da qualsiasi minoranza etnica e religiosa. Da sempre di idee estremiste di destra, Black (nato in Alabama nel 1953) nel 1970 si formò tra le file del partito nazionalista americano e negli anni ’80 partecipò al fallito colpo di stato nella Repubblica Dominicana. Venne incarcerato per tre anni e nella sua cella si dedicò allo studio dell’informatica. Grazie a questi approfondimenti, Black fondò “Stormfront”, il “Fronte della tempesta”, scegliendo come simbolo per il website la croce celtica. Oggi, a gestire assieme a Don Black il sito c’è suo figlio Derek. Dalla loro casa di West Palm Beach, padre e figlio seguono con devozione “Stormfront”, che cresce paurosamente: dopo l’elezione di Barack Obama, fatto che (com’era prevedibile) ha riempito di disgusto tutti i puristi della “razza bianca”, il sito ha superato i 130.000 utenti. I forum sono la caratteristica più importante del sito web del Fronte, in quanto consentono ai seguaci di Black di confrontarsi e conoscersi, allargando in questo modo la rete di persone che perseguono convinzioni razziste e neonaziste.

Anche in Italia possediamo una “filiale” di “Stormfront”: i neonazisti nostrani hanno pubblicato, proprio qualche giorno fa, una lista di magistrati, politici, sociologi, giornalisti, sacerdoti, tutti definiti “delinquenti italiani”. Perché questo epiteto tanto felice? Per il semplice fatto che queste persone “aiutano gli stranieri”. E in effetti, da un sito web il cui motto è “White Pride World Wide” (“Orgoglio bianco in tutto il mondo”) non ci si può aspettare posizioni particolarmente pacifiche ed evolute.

Un utente del forum rispondente al nickname “Costantino” ha specificato, tanto per amor di precisione, che lui “non odia gli stranieri, ma odia molto di più certi italiani”. Ha poi, con grande pignoleria, arricchito la lista, inserendo i nomi di coloro a suo avviso “colpevoli” di aver fatto qualcosa per aiutare gli immigrati, i musulmani o gli ebrei. Un altro utente del forum ha inserito nel sito due articoli tratti dal quotidiano “Il Giornale” (diretto da Alessandro Sallusti), entrambi rivolti contro il ministro per l’integrazione e la cooperazione Andrea Riccardi. In uno dei pezzi, Riccardi veniva criticato per aver proposto l’idea, dopo i gravi avvenimenti di Torino, di dare le case ai Rom e di mandare a scuola i loro figli; nell’altro articolo, il ministro veniva definito “cripto-giudeo” e “cattolico noachide”.

Tornando alla “blacklist”, questa contiene anche nomi noti: il presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici, il sindaco di Padova Flavio Zanonato, il vescovo di Torino Monsignor Cesare Nosiglia, il presidente dell’Unione musulmani d’Italia Adel Smith, nonché  i giornalisti Gad Lerner e Maurizio Costanzo. Gad Lerner ha commentato sostenendo che Gianluca Casseri, estremista di destra colpevole dell’omicidio dei senegalesi Mor Diop e Modou Samb in piazza Dalmazia a Firenze, non è un caso isolato. “Stormfront” ha infatti commentato la puntata del 19 dicembre della trasmissione L’Infedele di Lerner, che approfondiva proprio la vicenda della strage di Firenze, sostenendo che si trattava di “propaganda ebrea” sull’emittente “ebraica per eccellenza del giudeo Bernabé”, attaccando così anche Franco Bernabé, amministratore delegato della Telecom Italia che possiede il canale La7.

In questi giorni, la procura di Roma ha aperto un fascicolo sul forum neonazista. L’indagine, seguita dal procuratore aggiunto Pietro Saviotti, è al momento a carico di ignoti. I reati su cui si indaga sono quelli di incitamento all’odio razziale e diffamazione.

  «Ci piace l’Italia, c’è molta eccitazione sul nostro sito per quello che sta succedendo da voi, siete i primi a reagire, a dimostrare che non vi fate sottomettere dagli immigrati, anche David Duke la pensa così, tanto che passa la maggior parte del suo tempo nel Nord Italia e nel 2007 eravamo tutti a sciare sulle Dolomiti» aveva dichiarato nel 2008 Don Black al quotidiano Repubblica. David Duke, per chi non lo sapesse, è attualmente il personaggio di maggior spicco nel Ku Klux Klan.

Dunque, al leader di Stormfront, “il Ku Klux Klan del XXI secolo”, piacciono il nostro Paese e soprattutto i nostri razzisti. A parte “l’onore” nell’apprendere questa notizia, forse sarebbe il caso di riflettere sull’affermazione di Black. E seriamente.

 

Alice Gurrieri

 

 

 

 

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