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Lettera a Monti…

In due mesi abbiamo imparato a conoscerlo come Roberto l’indignato, un commericante di Terni   che per primo ha protestato vivacemente contro una tassazione poco equa e rispettosa, contro la concorrenza cinese e la mancanza di strategie atte a sviluppare e potenziare la piccola e media impresa a Terni e provincia.

Roberto viene da Roma ma vive e lavora da anni a Terni, condividendone i problemi e gli ostacoli che non ne permettono una valorizzazione e un rilancio del territorio.

Quando lo abbiamo incontrato la prima volta, abbiamo discusso tra le altre questioni delle imposte ICA (imposta comunale affissioni) sulla pubblicità visibile dalla strada: tante le polemiche sorte, inseguito, intorno ad un salasso che colpisce un materiale vitale per il negoziante, linfa per la vendita e quindi per la sopravvivenza di un esercizio.

A ridosso delle festività natalizie, un periodo molto atteso per impinguire gli affari, con un nuovo governo (tecnico), nuovi tagli ed una crisi che non passa, l’indignazione di Roberto trova sfogo in una lettera indirizzata al Primo Ministro Mario Monti. La missiva è scritta con il punto di vista dell’italiano medio anzi, dell’ “uomo di bottega” con le preoccupazioni, le ansie e gli ostacoli del quotidiano, ostacoli che è costretto a superare da solo senza aiuto esterno. Banche, prestiti, riforme, finanziarie, tagli: comunque vada il lavoratore è lì più a subire che non a gioire, spesso impossibilitato a far sentire la sua voce.

Marco Petrelli

 

 

LETTERA AL PROFESSOR MARIO MONTI

Egregio Professore,

Mi permetto di darLe alcuni suggerimenti quale persona che, per quanto riguarda il commercio, crede di saperne più di Lei e dei suoi colleghi, avendo sulle spalle decenni di attività di “bottega”.

Signor Monti si rende conto che con la Sua politica sta distruggendo l’Italia del ceto medio, l’Italia che lavora con le proprie mani? Sa che agevolando i centri commerciali e i cinesi si finisce per distruggere l’artigiano, il commerciante, il piccolo imprenditore di loro già oppressi da mutui e prestiti bancari?

Probabilmente sua moglie in questi giorni starà facendo i preparativi per passare un buon Natale. Sa che le nostre mogli devono restare in negozio fino alla sera del 24 dicembre? O che noi siamo costretti ad andare in negozio con 38-39 di febbre perché non possiamo permetterci il lusso di lasciare l’attività chiusa?

Ci avete già tolto le licenze, che sarebbero state la nostra liquidazione: dopo quarant’anni di lavoro non ci spetta nulla.

Professore, anche se personalmente provo per Lei stima, credo che il Suo governo non abbia il diritto di decidere della vita e della morte di artigiani e commercianti.

Nel nuovo esecutivo troviamo fuori classe della politica, uomini e donne di cultura immensa che tuttavia pare non abbiano un reale contatto con la quotidianità e con il mondo del lavoro. La gente comune non ha portaborse o assistenti ai quali rivolgersi per risolvere un problema, semmai consulenti e commercialisti da foraggiare ogni volta che esce una legge nuova o ne viene abrogata una vecchia.

La prego di non fare l’errore dei Suoi predecessori, i quali usavano risponderci che i loro referenti fossero sigle come Confcommercio, in realtà più o meno parte casta, come confermano anche recenti vicende giudiziarie.

La piccola imprenditoria è una grande risorsa per l’ Italia, un patrimonio che ha dato lustro al marchio Made in Italy, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo… perché allora lasciarla deperire? La squadra del piccolo imprenditore e del commerciante è costituita da persone che vengono dal contatto diretto con la gente, imparando a percepirne disagi, emotovità, necessità. Team qualificati di individui comuni, certo non titolati come i ministri al Suo seguito, ma non per questo incompetenti anzi! Elementi coi quali confrontarsi e dai quali attingere indicazioni, consigli, proposte.

Gli italiani sentono oggi la politica da essi distante: sappiatevi confrontare con il vostro popolo, uscendo dalla ‘sala dei bottoni’ e confrontandovi con la quotidianità.

Mi scusi l’imertinenza.

Le Auguro Buon Natale.

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