Get Adobe Flash player

 

Ultime 10 News

Modulo vuoto

IL NOSTRO SONDAGGIO

Chi voteresti in caso di nuove Elezioni?

ALTRI - 0%
LEGA - 0%
MOVIMENTO 5 STELLE - 100%
PD - 0%
PDL - 0%
La votazione per questo sondaggio terminata on: 22 Apr 2013 - 11:52

Ricerca nel Sito

Login Form

IL METEO

Il calcio si ferma. E stavolta non è uno sciopero dell’associazione calciatori o il maltempo. Si ferma perché uno dei suoi protagonisti, Piermario Morosini, 25 anni, centrocampista del Livorno, è morto sul campo, apparentemente senza un perché, durante la gara di serie B tra Pescara e Livorno. Si è accasciato improvvisamente sul campo, davanti a migliaia di spettatori, e nonostante l’immediato trasporto in ospedale il suo cuore non ha più ripreso a battere.Gettando nello sconforto, oltre naturalmente ai familiari e i compagni, l’intero mondo del calcio.

Morosini era uno dei tanti calciatori promettenti che, pur non riuscendo a sfondare nella categoria principale, era riuscito a ritagliarsi uno spazio nel campionato cadetto, in quella sorta di limbo tra il paradiso della serie A e le infinite serie minori, dalla C fino ai dilettanti, dove decine di migliaia di calciatori sbarcano il lunario restando dei perfetti sconosciuti, senza reality e senza veline. La vita non era stata tenera con Piermario: aveva perso nel giro di pochi anni i genitori e un fratello, ma aveva trovato la forza per andare avanti e realizzare il sogno di diventare un calciatore professionista.

La morte sul campo di calcio non è purtroppo una novità. In passato, anche nel campionato italiano, sono stati diversi i casi di calciatori cui è stato fatale un improvviso malore nel corso di una partita. Negli ultimi anni il numero dei casi è però cresciuto, ma potrebbe non significare niente. Gli esperti interpellati si affrettano a sottolineare come la morte improvvisa, per quanto molto rara, possa verificarsi anche in atleti al top della forma e sottoposti ad approfondite e frequenti visite mediche, come nel caso dei calciatori. In alcuni casi può capitare che esistano delle patologie “nascoste”, praticamente impossibili da diagnosticare se non nel momento in cui si manifestano. E’ ovvio che esista una componente di casualità che è impossibile prevenire, ma qualche perplessità è lecito avanzarla. Gli sportivi professionisti (in questo caso si parla di calciatori, ma il discorso si può allargare anche agli altri sport) non possono essere considerate persone “sane” nel senso più generale del termine, dal momento che sottopongono il loro fisico a degli sforzi intensi e continui e sono soggetti a frequenti traumi. Può capitare che in certi casi, se questi sforzi diventano eccessivi, il corpo possa anche decidere di chiedere improvvisamente il conto.

Il calcio di oggi non concede ormai un attimo di respiro. Esigenze televisive, legate ai profitti necessari alla sopravvivenza delle società, impongono campionati con un numero francamente esagerato di squadre e un conseguente numero molto elevato di partite, da giocare spesso ogni tre giorni. Non è necessario essere medici o preparatori atletici per capire che forse si è superato un limite.

Può darsi che questo non c’entri nulla, che sia davvero tutto legato al caso, al destino (o come lo si vuole chiamare). Ma bene ha fatto la FIGC a sospendere tutto per un weekend. In questi casi l’unica cosa da fare è fermarsi e riflettere: al rispetto per un ragazzo di 25 anni che ha perso la vita su un campo di calcio, si deve ora unire la determinazione a rendere ancora meno probabile, al netto dell’inevitabile componente di casualità, che ciò che è accaduto a lui non possa accadere a qualcun altro in futuro.

Matteo Serra

morosini r400

blog comments powered by Disqus

From Address:

Sei il Visitatore Numero

000000
Statistik created: 2016-04-28T21:20:09+02:00

Test ADSL

Misura la Velocità della tua ADSL


Testata Giornalistica Reg. Tribunale di Cagliari, Decreto n. 24/10 del 01-12-2010 - Copyright © Notizie-News. Tutti i diritti riservati.