Due campionati nazionali, una coppa Italia, tre Champions League, tre coppe CEV, due supercoppe europee e un mondiale per Club; con la nazionale italiana ha vinto quattro World League, una coppa del mondo, due europei e l'argento olimpico ad Atlanta 1996. Un palmares di tutto rispetto e la voglia di giocare ancora a 37 anni, di schiacciare il pallone come un tempo. Aveva preferito la A2 nel 2010, dove giocava nello Yoga Forlì. La passione non ha saputo però fare da scudo al suo cuore. E così, lo scorso 24 marzo, Bovolenta accusa un malore prima di una battuta e si accascia al suolo. I medici lo portano all'ospedale ma il cuore cede. L'Italia pallavolistica perde così uno dei suoi campioni migliori. Lascia la moglie e due figli.

A detta dei medici, la sua morte non ha niente a che fare con il problema diagnosticatogli dodici anni fa, quando Vigor soffrì di Extrasistole, ossia di una contrazione del muscolo cardiaco che avviene prima del previsto, alterando la successione regolare dei battiti. Venne fermato per quattro mesi, poi tornò a giocare tranquillamente.

Vigor Bovolenta è stato ricordato in modo commosso e commovente negli scorsi giorni, per lui si è mossa l'Italia intera in un saluto collettivo. Anche chi non lo conosceva è rimasto colpito da questo lutto. Al funerale una folla di duemila persone, la presenza dei compagni di squadra di Forlì e dei suoi ex compagni e allenatori. A portare il feretro i suoi ex compagni di club e nazionale Giombini, Papi, Savani, Rosalba e Zlatanov. Don Damiano Baschini, durante l'omelia, ha invitato a raccogliere la palla lasciata da Vigor per vincere la partita della vita giocando di squadra, aiutandosi l'un l'altro. All'uscita dalla Chiesa la gente ha gridato il suo nome finché la bara non è stata portata in cimitero.

Alla presentazione della lista della Nazionale di Pallavolo che andrà a giocarsi un posto alla Olimpiadi, il ct Berruto ha ricordato il grande campione della nazionale di Velasco e ha detto di voler aprire una nuova stagione azzurra nel nome di Bovolenta, un sogno immenso che porti la nazionale alle Olimpiadi. E tra i convocati c'è appunto Samuele Papi, grande amico di Bovolenta, nonché altro caposaldo della storia della pallavolo italiana.

La moglie ha chiesto di non piangere perché al marito piaceva ridere. Ma le lacrime sono scese, a frotte. Ed è arrivata anche la rabbia, perché si pensa ad un problema al cuore che non gli era stato diagnosticato, e che se diagnosticato, magari l'avrebbe salvato. Si sono rincorse per ore le analisi e le opinioni di medici, esperti, editorialisti. Nessuno però potrà mai avere la verità in tasca. Ora Vigor è in un'altra squadra, una squadra in cui c'era bisogno di campione ed è stato scelto lui.

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