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IL METEO

 03-10-2011_intervista_a_francesco_zanardiUna voce dalla consuetudinaria forza esplicativa, un uomo dall’animo combattivo e dall’onesto motivo esistenziale, ovvero quello per il quale condurre una vita all’insegna della ricerca d’un verità: la giustizia destinata a quella parte d’umanità subordinata innocentemente ad un’irrorante ed umiliante pedofilia. Francesco Zanardi, in primis, vittima del reato clericale, mai scordatosi degli abusi subiti durante l’infanzia, rivolge il suo messaggio  all’attenzione delle debite istituzioni che dovrebbero doverosamente tutelare la dignità delle vittime ponendo in atto una garanzia penale dinnanzi alla colpevolezza dei rei. Quello di Francesco è un esprimersi instancabile, certo di poter dar un seguito ad una lotta non solamente simbolica ma effettivamente concreta, finalizzata alla conquista della cessazione dell’omertà ecclesiastica e della protezione da essa offerta ai prelati artefici dei reati. Non si vuol attribuire un anticlericalismo gratuito od una spiccia accusa al sistema temporale, ma si discorre su basi e fatti concretamente documentabili, verbalizzati in diverse zone della penisola. L’abuso sessuale per mano di consacrati all’abito talare non è una mera utopia, ma un dato di fatto, diffusosi senza termine nei decenni, impunito, taciuto, assecondato dai silenzi di chi s’ostenta a non dar adito alla voce di vittime innocenti. Una voce fra tante, ma urlante il desiderio d’una giustizia onesta sia in ambito legale che in quello etico e morale, il quale purtroppo nella contemporaneità è mutato nell’indifferenza macabra di chi non si sente coinvolto personalmente. Occorrerebbe comprendere che il danno esistenziale perdura permanentemente negli anni d’infanti che diverranno uomini, logorati in un assordante dolore, mai rimarginato, ma accresciuto da una seconda e latente piaga, quella dell’indifferenza sociale. La pedofilia, argomento cardine d’una marcia solitaria, che la determinazione del Zanardi ha iniziato a percorrere il 22 Settembre 2011, un percorso a piedi, tortuoso nella fatica del cammino, un simbolismo mai astratto ma concretamente proporzionale all’altrettanto difficoltoso percorso burocratico e giudiziario che gli abusati sono costretti ad intraprendere per il raggiungimento della verità. La partenza è avvenuta presso la città di Savona con meta la Santa Sede, un mese di viaggio nella solitudine del percorso, come quello della quotidianità, spesso mai sostenuta da chi istituzionalmente dovrebbe farlo. Il raggiungimento del Vaticano, dovrebbe far da monito per una possibile udienza con il Sommo Pontefice. Un incontro tra Francesco ed il Papa, durante il quale si possa concretizzare un dialogo diretto, per mezzo del quale la voce d’un ragazzo tra tanti, possa farsi ambasciatore d’altrettante voci, calpestate nel silenzio di chi ostenta ad ignorarle. Un percorso lungo 572 km, un mese di fatica ma anche un camminare speranzoso verso un risvolto positivo: il raggiungimento della Verità. Allo stato attuale non vi sono garanzie economiche a sostegno delle vittime, impossibilitate a gestire l’onere delle spese legali necessarie per l’avvio delle lotte processuali  contro i loro aguzzini. Il sostegno all’innocenza ed alla dignità dovrebbe essere un dovere civico ed etico d’ogni singolo cittadino.
 

Occorrerebbe cercar di comprendere che ogni problematica sia di tutti, nessuno è esente dal poter essere un domani vittime d’un reato. Gli altri siamo noi. Tanti fingono di non comprenderlo, ma è opportuno riproporlo evitando di demordere.

 

L’iter verso la conquista della documentabilità della verità è palesemente tortuoso, qual è il sostegno maggiore che hai avuto nella tua iniziativa?

 
 <<-parlare di="" sostegno="" difficile="" parlerei="" ostacoli="" e="" sono="" tantissimi="" prima="" la="" chiesa="" che="" si="" span="" style="mso-spacerun: yes;" data-mce-style="mso-spacerun: yes;">  comporta con vittime e testimoni con metodi che non hanno nulla da invidiare alla mafia, con l’aggravante che li usa come esempio scoraggiando chi vuole parlare. Le istituzioni e la politica ovviamente sono le prime a tirarsi fuori, li segue a ruota libera l’omertà della popolazione, i genitori delle vittime, molti di loro preferiscono non affrontare la situazione ovviamente a danno dei figli. Anche le vittime hanno paura ma non le biasimo, vedendo le reazioni sopra citate, è difficile trovare la forza->>.


In precedenza Savona è stata la località che ha ospitato un incontro con il Cardinal Bagnasco, durante il quale si è dibattuto sul problema, presentando lui tante lettere di speranza e testimonianze. Quale epilogo ha avuto l’evento?

<<-purtroppo nessuno="" difficilmente="" la="" chiesa="" risponde="" alle="" vittime="" oramai="" cercano="" solamente="" di="" far="" credere="" span="" style="mso-spacerun: yes;" data-mce-style="mso-spacerun: yes;"> 
alla parte di cattolici che ancora credono nel clero che stanno facendo qualcosa. Anche le lettere consegnate a Bagnasco non hanno avuto alcun seguito, come le denunce fatte->>.

 

 

Esistono degli effettivi sostegni concreti indirizzati a coloro che sono stati oggetto di violenza??

< Questo è un documento segreto, va conservato diligentemente in curia, non va commentato, va solamente applicato>>

 

 

  Quali sono gli obiettivi cardine di questa quotidiana battaglia verso la verità?

 

<<  L’obiettivo principale è quello di avvicinare le vittime e cercare di far capire quanto sia importante fare coming out, diventando da vittime a sopravvissuti. È importante parlare con loro e tra di loro è un sistema molto valido per imparare ad affrontare il trauma, riuscendo a trasformare positivamente questa tremenda esperienza, imparando a conviverci. Le vittime non guariscono, devono imparare a affrontare il trauma, non esiste altra via >>.

 

Enrica Meloni

 

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