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IL METEO

13-01-2012 facebook“Ti taggo nella foto di gruppo”.
“ A dieci dei tuoi amici piace questo elemento. Dì che piace anche a te”.
“Tizio ha commentato il tuo stato”.
Queste espressioni sono ormai entrate a far parte del linguaggio quotidiano di circa 800 milioni di persone in tutto il mondo:

sono gli iscritti a Facebook, il social network che ha cambiato il modo di comunicare. E' rapido, immediato e gratuito, basta un computer ed una connessione internet. Chi ha amici sparsi in tutto il mondo conosce i molteplici lati positivi del social network: chiacchierare con l'amica cilena o vedere le foto del matrimonio dell'amico francese non è mai stato così facile. Niente più lunghe telefonate dispendiose, basta uno smile in bacheca per sapere che l'amico che vive lontano sta bene.

Oltre ad agevolare le persone che si vogliono tenere in contatto, permette all'uno di conoscere i molteplici aspetti della vita dell'altro: è possibile condividere stati, canzoni, video. Favorisce il confronto e spesso, lo scontro. Questo sito web di reti sociali permette agli iscritti di mostrare ai propri amici i gusti musicali, le preferenze in fatto di film, la posizione politica, il credo religioso, la situazione sentimentale. Avere un profilo su facebook significa mettere la propria vita su una piattaforma virtuale.

“Come ci si distingue in un gruppo in cui tutti prendono 1600 al test di ammissione universitario?” chiede Mark Zuckerberg, interpretato da Jesse Eisenberg nel film “The social network”, alla fidanzata.
Quando ha creato Facebook, lo studente di Harvard aveva solo diciannove anni. Lui e la sua creazione hanno ricevuto molte critiche: si passa da quelle ironiche, come quella presente nella pagina di Nonciclopedia interamente dedicata al social network, a quelle fondate sul reale timore che questa nuova “moda” apparentemente innocua possa invece rivelarsi pericolosa e creare dipendenza. Tre dei colleghi universitari di Zuckerberg hanno intentato causa contro di lui: pare che il suo comportamento non sia stato esattamente corretto durante la fondazione di Facebook.
Alcuni temono che la nostra diventi una società afona: la televisione, il computer, il telefono cellulare portano l'individuo a isolarsi e ad evitare il contatto diretto col prossimo. La comunicazione non verbale rischia di scomparire, secondo gli osservatori pessimisti. Nella comunicazione multimediale non c'è spazio per i sorrisi, gli sguardi, non si può ammiccare o corrucciare la fronte.  Qualche tempo fa, un telegiornale nazionale lanciava un vero e proprio allarme: facebook dà dipendenza. 
In realtà la ricerca della prossimità è sempre presente, e spesso i social network come Facebook vengono utilizzati proprio per favorire questo tipo di rapporto diretto. La creazione degli eventi permette infatti a gruppi numerosi di darsi appuntamento in un determinato luogo ad una certa ora: sarebbe quasi impossibile organizzare eventi di così ampia portata se non si avesse a disposizione uno strumento simile. Sono stati organizzati scioperi, manifestazioni pacifiche; sono stati creati gruppi di persone che perseguono uno stesso ideale. Si ha a disposizione una molteplicità alquanto differenziata di fonti di informazione: sono infatti numerosi i giornali online e cartacei che hanno una propria pagina facebook.
Molti giovani artisti riescono a farsi conoscere attraverso questo strumento: il metodo utilizzato è il “passaparola”. Un iscritto pubblica nella propria bacheca una sua canzone ( lo stesso vale per fotografie, poesie, articoli ), che poi verrà condivisa da un amico nella sua bacheca, così altre persone potranno vederla, commentarla e condividerla a loro volta.

Attualmente Facebook è il secondo sito più visitato al mondo, con un fatturato di 1 miliardo di dollari. Il suo creatore è stato nominato il più giovane miliardario al mondo nel 2008.
Ogni iscritto potrà dare una diversa risposta alla domanda: “Perchè ti sei iscritto a Facebook?”. Potranno essere mosse nuove critiche, più o meno fondate. Qualsiasi teoria sul social network è opinabile e suscettibile di modifiche.
Quel che invece è certo è che Mark Zuckerberg, nel bene e nel male, ha trovato il modo per distinguersi.

Giulia Cara

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