31-12-2011 E_il_2012_che_verr E così è arrivato il 2012, l’anno della presunta fine del mondo. Il 21 dicembre 2012 è infatti la data in cui, secondo il calendario gregoriano, si verificherà un evento di proporzioni catastrofiche, tale da determinare la fine del mondo, o dell’umanità.

Brutta brutta cosa questa profezia, speriamo che il calendario Maya sia stato male interpretato, e che si arrivi per lo meno al…3797, anno di fine profezie per Nostradamus!

Invece di pensare alla fine del mondo e ad ipotesi senza nessun fondamento scientifico, forse è meglio ricordare l’anno che è passato. Certo è vero che bisogna sempre guardare avanti e non girarsi mai, è vero che bisogna vivere il presente e non ripensare mai al passato, ma io dico che tra le varie frasi fatte preferisco seguire una frase – e che frase- detta da Indro Montanelli, secondo cui chi ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente.

 Ecco che sarebbe giusto quindi ricordare alcuni degli eventi più significativi del 2011, come il disastro di Fukushima, la rivolta libica e la caduta del regime di Gheddafi, la morte di Osama Bin Laden, oppure la tragedia della crisi in Grecia e la crisi della moneta unica. Sono tutti fatti che insegnano, e le cui ripercussioni si avranno nell’imminente futuro.

 Il 2011 è l’anno della “Primavera araba”, nome dato alle varie rivolte che hanno attraversato paesi come Egitto, Marocco, Yemen, Libia e Siria. In alcuni paesi la rivolta ha portato alla caduta del rais ed elezioni libere, in altri il vento della libertà è ancora lontano. Insegna tanto anche il disastro della centrale nucleare di Fukushima, in Giappone. In tanti si sono ricordati dell’orrore di Chernobil del 1986, e forse è per questo che il popolo italiano ha detto un no secco al referendum che proponeva, pochi mesi dopo, l’introduzione dell’ energia atomica in Italia.

Ecco poi la crisi dell’euro, la quale più che alla Bce e ai politici e vari dirigenti porterà seri danni (e buchi) alle tasche degli Italiani e non solo. La crisi, che ha avuto una sua prima fase in paesi di economia più debole come Grecia, Iranda e Portogallo, ha colpito poi l’Italia e poi ancora Francia, Austria e Olanda. Nessuno può prevedere il futuro dell’euro e dell’economia dell’eurozona , e tutti parlano con termini che pochi capiscono come spread, Eurocore, differenziale, lender. Quel che è certo è che arrivare alla fine del 2011 è stato più duro di tanti altri anni.

Io di economia ne so ben poco. Ma so che la parola chiave del futuro sarà CAMBIAMENTO, e che a questo bisognerà adattarsi. Soldi sotto il materasso quindi, ma soprattutto tanto sano buon senso. E non solo nel campo economico, ma per tutto quello che verrà. BUON 2012 A TUTTI.

 

Daniela Vargiu

 

 

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