Intervista a due imprenditori falconaresi

 

 

Falconara Marittima è una località che si affaccia sul golfo di Ancona. Centro balneare di successo tra gli Anni Trenta e i primi Anni Cinquanta, conserva di quel periodo d'oro molti villini un tempo proprietà di industriali romani, umbri e marchigiani.

 

La morfologia della costa falconarese cambia radicalmente a partire dai Sessanta: dagli scogli con stabilimento a palafitta (alcuni tipi di queste strutture ancora sono ancora presenti alle Cinque Terre) si passa ad una spiaggia di sabbia fina, che man mano permette di strappare al mare terreno da destinare al settore turistico, nonché di evitare che il moto ondoso metta a repentaglio la linea ferroviaria che corre alle spalle della spiaggia.

 

Tra la zona 'Disco' e l'area di Palombina sorgono, tra gli altri, due stabilimenti che hanno saputo diversificare il tipo di servizio offerto, al fine di aumentare la clientela e fidelizzare quella già esistente, quest'ultima rappresentata in particolare da falconaresi residenti.

 

Gianluca Guazzarotti è u veterano del settore balneare. Ha gestito per anni uno stabilimento poi, nel 2004, il progetto di un beach village a Falconara. 


Beach Village. Perché?

 

Cercavo qualcosa che andasse oltre i servizi standard della spiaggia, al fine di coinvolgere il cliente in attività da villaggio appunto: piscina, attività ginniche, un ristorante/pizzeria e, la sera, locale notturno.


Ti sei ispirato alla riviera romagnola?

 

La Romagna è stata fonte di ispirazione, anche perché il romagnolo ha una riconosciuta capacità di rilancio e valorizzazione del territorio. Nel 2004 insieme ad altri soci abbiamo pensato di creare  qualcosa di nuovo. Alla nostra avventura da subito si è unito Roberto Masciarelli, oro agli Europei di pallavolo del '89 e ai mondiali in Brasile nel 1990.

 

Un'immagine certo di non poco conto. D'altronde Falconara ha una forte tradizione pallavolista...

 

Il falconarese gioca a pallavolo, sì, una tradizione. Greta Cicolari e Marta Menegatti, ora a Londra per le Olimpiadi, si allenano anche sulla spiaggia, non lontano da qui, all' 84^ Venezia, struttura dell'ex caserma Saracini.

 

Il 2012 è stato l'anno culmine della crisi e della diminuzione del potere d'acquisto. Come sta andando la stagione?

 

Nessun problema per quanto riguarda gli stagionali, per lo più residenti che confermano la prenotazione di lettino e ombrellone e che rappresentano una larga fetta del mercato qui a Falconara.

Gli effetti della crisi si fanno sentire a a livello di servizi: cabine prese magari tra più famiglie, minore presenza di clienti a pranzo, maggiore attenzione alla spesa. La sera va forte la pizzeria: si è parsimoniosi certo, ma non si rinuncia del tutto a passare qualche ora con gli amici, magari con un pasto veloce.

La notte poi è dedicata a serate che, negli ultimi anni, sono state sponsorizzate in tutta la Riviera adriatica, attirando giovani dalle Marche e dalle regioni vicine.

 

Il Comune è di sostegno agli imprenditori balneari?

 

Devo dire di sì. Il Comune sostiene valutando e spesso avallando iniziative, progetti, idee tese a coinvolgere un maggior numero di clienti. Inoltre da parte nostra c'è l'attenzione a mantenere la spiaggia in uno stato di decoro. Il mare poi negli ultimi anni è molto migliorato, tornando ad essere più limpido ed attraente per i bagnanti; inoltre a livello di standard di pulizia delle acque siamo in piena norma.

 

 

Se il Solaria ha puntato su servizi da 'villaggio', il Tropical ha scommesso su un ristorante, il da Antonia, aperto anche dopo la stagione estiva.

Walter, lo chef che da l'anno passato gestisce il da Antonia, sorride ripensando al veglione di Capodanno in spiaggia, il 31 Dicembre 2011.

 

Capodanno in riva al mare... idea originale!

 

Una comitiva di clienti estivi ci propone di tenere aperto per l'ultimo dell'anno. In genere fino a novembre il locale è aperto per il week end. La cosa di organizzare un veglione ci è parsa interessante oltreché innovativa: la spiaggia deserta illuminata e popolata da persone che festeggiano. Singolare per il mese di dicembre.

 

Perché hai preso in gestione il ristorante?

 

Il Tropical come sai è uno degli stabilimenti storici di Falconara. Insomma, chiunque sia passato da queste parti negli ultimi vent'anni lo ha trovato sempre qui, operativo, affianco al pontile di Palombina.

Poi nel 2005 passa di proprietà e la nuova titolare lo rinnova completamente: dal capanno in legno, struttura in muratura, cura e maggiore ricercatezza negli arredi. E il locale che vedi.

 Ho lavorato per anni nel settore della ristorazione, affiancando alla mia attività anche l'insegnamento presso l'Istituto alberghiero di Loreto. Nel 2011 decido di occuparmi del ristorante; certo non è stato un inizio completamente piacevole a causa dei lavori di rinnovo del pontile che, purtroppo, si sono protratti anche durante la stagione turistica, ma siamo riusciti ad avviare un buon progetto.

 

Un locale non solo estivo, perché?

 

La precedente gestione teneva aperta la cucina fino a Ottobre. Idea non malvagia creare un punto aggregativo in una cittadina che, d'inverno, non offre certo troppe scappatoie.

Andare è andata bene. Insomma, mangi guardando il mare. Un'alternativa per le serate un po' cupe da novembre a marzo e una diversificazione dell'offerta.


Secondo te a Falconara manca qualcosa per un totale, completo rilancio?

 

Falconara da decenni non ha più una tradizione balneare paragonabile a quella di Senigallia, Fano o San Benedetto, tanto per restare in zona. La rete ferroviaria che corre alle spalle della spiaggia, la 'nazionale',  snodo stradale a lato dei binari naturalmente non rendono possibile un lungomare. Eppure ha tutti i crismi per poter garantire servizi non secondi a località limitrofe: pulizia e decoro del litorale (elemento distintivo), facilmente raggiungibile dalle Marche e da fuori regione, vicinanza geografica al capoluogo (Ancona) e ad altre mete turistiche piuttosto note, come la Romagna.

Il lavoro degli imprenditori di settore è meticoloso e mira a trovare sempre nuove soluzioni, iniziative, progetti; il Comune, dal canto suo, è vicino alle esigenze dei lavoratori stagionali, ascoltando e valutando proposte atte a rilanciare l'economia locale.

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