la storia_mutilata

 Non si diventa archeologi restando chiusi in una biblioteca (Harrison Ford nei panni di Indiana Jones)

 E' proprio vero, Indiana Jones aveva ragione. Per essere bravi ricercatori, competenti in materia, è necessario affiancare alla teoria una studio sul 'campo'.

 

Pietro Cappellari (Fondazione RSI Istituto storico di Terranuova Bracciolini) è tra coloro che delle parole del dottor Jones hanno fatto il cardine della propria professione.

Vicende dimenticate della storia recente del nostro Paese; immagini e frammenti di una guerra che segna ancora profondamente l'identità di una nazione incapace, sessantasei anni dopo, di fare i conti con la stagione della guerra civile, della campagna d'Italia, della resa dei conti tra partigiani e fascisti.

Risorgimento e sovranità nazionale, dall'apoteosi di una nazione ai campi di prigionia anglo americani racconterà l'Italia del Risorgimento, delle prime campagne militari unitarie, dell'annessione difficile e talvolta violenta del meridione, di nord e sud finalmente uniti sul fronte del Carso e del Piave; poi di nuovo un'Italia spaccata dalla guerra e da un odio ideologico, fomentato dagli eserciti stranieri che attraversarono la Penisola tra il 1943 e il 1945.

Tedeschi da una parte, americani dall'altra. E in mezzo una guerra tra civili, segnata dalle deportazioni in Germania o nei campi di internamento alleati.

In ambo i casi i prigionieri italiani all'estero seppero dire no a proposte che, posizioni ideologiche a parte, ad avviso dei singoli detenuti avrebbero svilito l'onore e la dignità della nazione.

Benjaminovo, Polonia, in un campo nazista, Giovannino Guareschi ('padre' di Don Camillo e Peppone), opporrà per due anni netto rifiuto alle avances di collaborazione degli aguzzini; così come ad Hereford e Coltano Giano Accame, Beppe Niccolai e Raimondo Vianello non cederanno alle lusinghe degli americani e degli inglesi, declinando l'offerta di passare dalla loro parte in cambio di un rientro rapido in Italia.

Risorgimento, sovranità e dignità di un'Italia che non c'è più. Il 1945 segnò un primo limite alla facoltà decisionale dei successivi governi nostrani. La guerra persa, l'ingerenza dei due blocchi, l'Unione Europea (sorta su concetti tutt'altro che sociali e culturali), influenza dei servizi segreti americani e russi, favorirà una progressiva perdita di indipendenza politica sia a livello interno che sulla scena internazionale.

Un'indipendenza oggi festeggiata e celebrata da autorità e media, ma tuttavia messa seriamente in discussione dalla finanza internazionale e dalle scelte ( o capricci) di paesi membri dell'UE, interessati più a mantenere inalterato il proprio status quo che non al benessere degli altri 'fratelli' europei.

 

 

"Risorgimento e Sovranità Nazionale"

Sabato 17 dicembre 2011, ore 10.30

Terni - Spazio comunale di via Aminale 28

 

 

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