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20-02-2012 lucio dalla Un profondo sentimento di tristezza. Misto a stupore. Era davvero inimmaginabile che Lucio Dalla se ne andasse via così presto. Chi l'ha amato solo per le sue canzoni, prova un  pò di dispiacere. Ma chi invece, come il sottoscritto, nutriva una sconfinata ammirazione soprattutto verso l'uomo Dalla, prova un dolore molto difficile da rimarginare. Descrivere Dalla a poche ore dalla sua scomparsa, è un esercizio che costa grande fatica, perchè in questo momento  verrebbe solo da pensare a quanto le sue canzoni hanno contributo alla nostra e mia personale educazione sentimentale. E per educazione sentimentale, intendo quella capacità di imparare a coltivare il sentimento dell'amore verso gli altri; quell'attitudine, non facile da raggiungere, ad allargare i propri orizzonti mentali.

Ebbene Dalla è stato uno di quegli artisti che ci ha reso uomini migliori.  Un uomo che aveva la rarissima capacità di rinnovarsi continuamente, di battere nuove strade con la stessa curiosità e candore che pulsa nel cuore di un bambino; un artista che quasi d’istinto, senza farsi troppe menate, aveva costruito con le sue canzoni dei piccoli gioiellini di sintesi letteraria, risultato che gli viene riconosciuto anche da un guru della critica come Alberto Asor Rosa.

Non si può rimuovere il ricordo di una tournee del 2009, che toccò anche la Sardegna. Il contrario di me era il titolo di quella tournee, ma se vogliamo quel titolo era anche la sintesi perfetta della biografia di Dalla: di un uomo e di un artista che si smonta e si rimonta continuamente; e si divertiva come un matto a reinventarsi, mostrando con orgoglio e disinvoltura le infinite contraddizioni che fanno di un artista un genio.

Tutti quelli che lo hanno veramente amato oggi ripensano alle incredibili metamorfosi che ha avuto nell’arco di una carriera cinquantennale: come si concilia la struggente melanconia di Caruso col divertimento scanzonato di "Attenti al lupo?" E i concerti negli stadi con la regia di opere liriche? E ancora, ve lo immaginereste un poeta vagabondo che insegna sociologia all’università di Urbino? Ebbene, Dalla ha fatto tutto questo, e lo ha fatto con una tale sincerità, schiettezza morale e intellettuale, che difficilmente ha trovato detrattori nel suo cammino.
Avere un’anima complessa e piena di sfaccettature è già un pregio, ma saper trasmettere al proprio pubblico il risultato di una lunga ricerca interiore, è dote che va riconosciuta solo ai grandi artisti. Prendendo spunto forse dai barman delle sue amate discoteche della riviera adriatica, Lucio aveva imparato a shakerare per bene i tanti ingredienti saporiti della sua personalità.

 E così, il cocktail che serviva al pubblico conteneva sprazzi di impegno civile, barbagli di disimpegno, vampate di abilità istrionica, sfolgorii di voce potente, dall’estensione infinita. Poichè i veri artisti rimarranno tali in eterno, non ci resta che avvicinarci alla sbarra. e continuare a gustare, per sempre, la meravigliosa musica di Lucio.

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