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19-02-2012 radiolondra Dal 1938 al 1980 fu uno dei palinsesti radiofonici più seguiti in Italia, un vero successo per l'emittente inglese BBC. Universalmente noti come Radio Londra, i programmi inglesi destinati al pubblico italiano aggregarono una moltitudine di ascoltatori, rimasti fedeli all'emittente anche molto dopo la fine della seconda guerra mondiale. Quando nell' '81 la RAI monopolizzò le frequenze AM, le redazioni di viale Mazzini furono investite da una pioggia di lettere di protesta. Si stima che trentuno anni fa ancora centomila italiani fossero usi sintonizzarsi, tra le 23 e le 24 (ora locale), sulle frequenze programmi britanniche.

Obiettività nella notizia, poca retorica e l'intramontabile humor inglese: questi gli ingredienti che hanno reso vincente la ricetta della BBC durante e dopo la fine del conflitto, facendo del palinsesto la prima forma di comunicazione globale pre internet.

Le onde ampie medie, percepibili da apparecchi riceventi a migliaia di km di distanza, permettevano al capo di stato come al semplice cittadino di essere informato su eventi bellici, situazioni politiche,vicende ed episodi fino ad allora riportati dalle sole testate nazionali.

Un Facebook a manopola Radio Londra che, con le 15 puntate giornaliere del 1943, aggiornava in tempo reale milioni di persone in ascolto da Capo Nord alle isole del Pacifico.

Anche l'Italia poté vantare un'invenzione simile, Radio Bari. Per quanto molto meno famosa dell'epigone d'oltre Manica, l'emittente nostrana negli anni trenta e quaranta fu seguitissima in tutto il bacino del Mediterraneo grazie ad un programma redatto in lingua araba, destinato alle popolazioni delle colonie inglesi e francesi in Medio Oriente e Nord Africa nelle quali, nelle prime fasi della II Guerra Mondiale, esplosero il nazionalismo e il sentimento anti coloniale, questi ultimi fattori importanti per la strategia politico militare di Germania ed Italia nello scacchiere mediterraneo.

 

Marco Petrelli

 

 

 

 

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