18-11-2011 protesta_femminile-FEMEN Il corpo femminile nudo è da sempre una calamita per lo sguardo. Se si osservano le visualizzazioni che ottiene un video “hot” o i commenti di approvazione su una foto senza veli di una donna, si potrà notare che sono sicuramente molto numerosi. Spesso, più numerosi di quelli che ricevono i video di attualità.

 

Recentemente la soubrette argentina Belen Rodriguez è stata coinvolta in uno scandalo che la vede protagonista di un video hard, messo in rete a sua insaputa da un suo fidanzato. Dopo lo scandalo, su tutti i social network c'è stata un'esplosione di link dai titoli accattivanti come “Come trovare e dove scaricare e vedere il video hard di Belen” oppure “VIDEO SHOCK! Guarda il video hard di Belen Rodriguez, tutto vero.” Il video, com'era ovvio, ha destato molto scalpore e ricevuto numerose visualizzazioni. Evitando il banale moralismo e un pudore che ormai è solo di facciata, si può quindi affermare che un corpo femminile nudo spesso è più attrattivo di un articolo di attualità o di un'intervista ad uno scrittore famoso.

C'è chi ha deciso di sfruttare l'enorme potere del corpo femminile per protestare. Sono studentesse universitarie ucraine e hanno formato un gruppo chiamato “FEMEN”. Le loro manifestazioni attirano l'attenzione dei giornali di tutto il mondo, poiché conducono le loro proteste in topless.

Anna, la leader del gruppo, racconta che dopo essersi laureata in Economia ha deciso di dar vita a questo gruppo mentre osservava un matrimonio, dopo aver notato che la sposa aveva solo diciassette anni. Sono giovani, belle, ma soprattutto agguerrite: stanche dei turisti sessuali che si recano in Ucraina solo per avere donne che si illudono di poter fuggire dalla miseria del proprio Paese.  La Thailandia è troppo lontana; così i turisti sessuali hanno trovato una nuova meta, più economica, facilmente raggiungibile: l'Ucraina. Spesso l'unica spesa che si deve affrontare è il viaggio, il cibo costa poco e per il sesso non è necessario pagare, basta fare qualche promessa che chiaramente non verrà mantenuta.

Ma questo non è l'unico motivo per il quale queste inarrestabili ragazze protestano: il loro è un messaggio di libertà per tutte le donne. Hanno deciso di mostrare il loro corpo proprio perchè questo è il segnale più forte che possano usare per esternare il loro disappunto nei confronti di un mondo maschilista. Recentemente le femministe ucraine hanno protestato anche in Italia: una di loro ha mostrato il proprio seno per pochi minuti in Piazza San Pietro, prima di essere stata circondata dai poliziotti, che hanno maldestramente cercato di coprirla mentre lei si dimenava e continuava ad urlare con tutto il fiato che aveva in corpo: “Libere siamo noi”.

Avrebbero potuto emigrare, queste ventenni laureate. Avrebbero potuto sfruttare le loro capacità e conoscenze e il loro bel viso per ottenere un posto di lavoro. Ma hanno deciso di rimanere a Kiev, di denudarsi sfidando il freddo, per convincere le donne a partecipare attivamente alla vita politica, sociale e lavorativa del loro Paese.

Non esiste alcuna società conosciuta in cui le donne abbiano maggior potere degli uomini”, scrive Anthony Giddens nel suo “Fondamenti di sociologia”.  Femen ha deciso di ribellarsi. Mostrando il seno, i cartelli con scritte inneggianti la libertà delle donne, e il loro simbolo, la corona di fiori.

Inna, una delle componenti del gruppo, ce l'ha tatuato sul fianco, questo simbolo di libertà. Lo mostra fiera, e dice che molto spesso, quando viene portata via con la forza dai poliziotti, la corona le cade dalle mani. Ora ce l'ha impresso sul suo corpo, e nessuno le può impedire di mostrarlo.

 

Giulia Cara

 

blog comments powered by Disqus